Rispondere alle problematiche industriali sui compositi carbonio/epossidica
I pezzi in compositi carbonio/epossidica sono soggetti a elevati requisiti di prestazione meccanica, resistenza in esercizio, adesione e stabilità superficiale. In caso di rottura, delaminazione, difetto di impregnazione, variazione di formulazione, contaminazione superficiale, problema di adesione o invecchiamento precoce, è necessario mettere in atto analisi sui compositi mirate. La sfida è identificare rapidamente l’origine fisico-chimica del difetto, confrontare un lotto conforme e un lotto non conforme, oppure documentare un percorso di qualificazione del fornitore e di controllo qualità.
Identificare la composizione e la formulazione del composito
Le analisi sui compositi possono mirare all’identificazione della matrice polimerica, alla conferma di una natura copolimerica, alla ricerca qualitativa di monomeri, oligomeri, solventi residui e additivi organici, nonché alla determinazione del tenore in massa di cariche minerali. L’osservazione morfologica e l’identificazione elementare delle cariche consentono inoltre di comprendere meglio la formulazione di base del materiale. Per approfondire le indagini sugli organici, possono essere messe in atto tecniche di estrazione seguite da cromatografia, in particolare per ricercare plastificanti, antiossidanti, agenti anti-UV o altri composti semi-volatili e non volatili. A seconda delle esigenze, questi studi possono essere completati da mezzi dedicati come Analyses Hplc Ms o Analyses Hplc Ri.
Incrociare microscopia, analisi elementari e chimica di superficie
La caratterizzazione di un composito carbonio/epossidica richiede spesso un approccio multi-scala. Il MEB-EDX consente di osservare la morfologia, le interfacce, i difetti in sezione e di ottenere un’identificazione elementare locale. L’XPS fornisce informazioni dettagliate sulla composizione chimica dei primi strati superficiali. L’AFM e il rugosimetro documentano la topografia e i parametri di rugosità utili all’adesione. In aggiunta, le analisi di metalli in tracce o di contaminanti elementari possono essere integrate quando si sospetta una contaminazione minerale, una particella estranea o una deriva di processo. Per scoprire altre capacità strumentali, è possibile consultare il Laboratoire Analyses Met.
Beneficiare di un’expertise orientata a guasti, controllo e R&D
Filab affianca gli industriali su problematiche di qualificazione del materiale, confronto tra lotti, indagine sui guasti, validazione dei processi e controllo di conformità. Il vantaggio per i produttori e gli utilizzatori di compositi carbonio/epossidica è disporre di un interlocutore in grado di strutturare rapidamente il piano di analisi, la preparazione dei campioni, le prove multi-tecnica e la lettura incrociata dei risultati. Questo approccio è adatto ai settori in cui i requisiti di affidabilità, tracciabilità e prestazione sono elevati.
Affidarsi a un laboratorio attrezzato per caratterizzare la materia, la superficie e i difetti
Il laboratorio affianca gli industriali nella caratterizzazione di materiali compositi a matrice organica, dall’analisi superficiale allo studio in sezione, alla ricerca di additivi, all’identificazione di cariche minerali e al rilevamento di contaminanti elementari. A seconda dell’obiettivo, le indagini possono combinare microscopia, analisi elementari, analisi chimiche di superficie e tecniche di cromatografia. Questo approccio multi-tecnica consente di confermare la natura di un trattamento, verificare l’uniformità e lo spessore degli strati, osservare una corrosione o una rottura del rivestimento e interpretare le differenze di composizione tra i campioni.
Esaminare la superficie, le interfacce e gli strati di trattamento
Quando le prestazioni del composito dipendono fortemente dal suo stato superficiale o da un trattamento applicato, l’analisi chimica di superficie consente di confermare la natura degli strati presenti e di rilevare eventuali scostamenti. Le analisi in sezione servono a verificare l’uniformità degli strati, la loro continuità, il loro spessore e l’assenza di delaminazione. Anche la topografia superficiale può essere studiata per caratterizzare lo stato della superficie prima dell’incollaggio, della verniciatura o dell’assemblaggio. Per queste esigenze, tecniche come XPS, MEB-EDX, AFM o TOF-SIMS sono particolarmente pertinenti, con la possibilità di andare oltre tramite Analyses Fib Tof Sims.
Sviluppare analisi organiche adatte alla matrice epossidica
Per la matrice organica, tecniche di pirolisi accoppiata alla cromatografia o analisi dopo estrazione consentono di identificare polimero, copolimero, frammenti caratteristici, solventi residui e additivi. La ricerca di impurità organiche volatili, semi-volatili e non volatili contribuisce a spiegare differenze di comportamento, odore, stabilità termica o idoneità all’assemblaggio. Possono essere richiesti mezzi di cromatografia in fase gassosa per confermare la presenza di composti mirati o confrontare più referenze, in particolare tramite il Laboratoire Analyses Gc Tea.
Ottenere un accompagnamento su misura, dal bisogno all’interpretazione
Il laboratorio mette in atto mezzi umani e tecnici dedicati per sviluppare o adattare una strategia analitica alla matrice studiata. L’accompagnamento può coprire l’indagine puntuale, lo studio comparativo, lo sviluppo di metodo, la validazione analitica e il supporto al trasferimento di metodo. Questa organizzazione consente di rispondere sia a richieste urgenti sia a progetti più strutturati legati all’ottimizzazione dei processi, alla qualificazione dei fornitori o alla comprensione di un materiale concorrente.
Descrivere il bisogno, trasmettere i campioni, definire il piano di analisi
Per avviare uno studio, si consiglia di precisare la natura del composito, la funzione del pezzo, il contesto di comparsa del difetto, eventuali trattamenti o rivestimenti, il numero di campioni disponibili e l’obiettivo atteso: confrontare, identificare, confermare, dosare o eseguire una perizia. A partire da questi elementi, è possibile costruire un programma di prove con le tecniche più pertinenti. Per procedere in modo efficace, conviene far analizzare le superfici, caratterizzare la matrice, confrontare le zone conformi e non conformi, identificare i contaminanti, verificare lo spessore degli strati e interpretare i risultati alla luce del processo e dell’uso finale.