Misura del punto di infiammabilità in laboratorio
In qualità di industriale desiderate effettuare la misura del punto di infiammabilità dei vostri prodotti
Che cos’è il punto di infiammabilità o flash point?
Il punto di infiammabilità, chiamato anche flash point, o punto di accensione, è la temperatura più bassa alla quale un liquido può formare una miscela infiammabile con l’aria, a una data pressione atmosferica.
A questa temperatura, il liquido produce vapori sufficienti per incendiarsi in presenza di una fonte di accensione, ma non abbastanza per mantenere la combustione in modo autonomo dopo la rimozione della fonte di accensione. I punti di infiammabilità riguardano in particolare i liquidi infiammabili e combustibili, come solventi, carburanti e molti prodotti chimici industriali e cosmetici.
Perché misurare il punto di infiammabilità di una sostanza?
Il punto di infiammabilità è una proprietà importante per valutare il rischio di incendio o di esplosione di un liquido, in particolare nell’ambito della manipolazione, dello stoccaggio e del trasporto di queste sostanze chimiche.
Comprendere il punto di infiammabilità di un liquido è essenziale per:
Classificare i liquidi in categorie di infiammabilità o combustibilità secondo le norme. Questa classificazione ha implicazioni dirette sui requisiti in materia di etichettatura, manipolazione e trasporto delle sostanze.
Identificare un indicatore di qualità o di purezza per alcuni solventi o miscele, in determinati settori, come quello farmaceutico e cosmetico.
Progettare impianti industriali e scegliere attrezzature adeguate, in particolare i sistemi di ventilazione, raffreddamento e soppressione degli incendi, al fine di garantire un funzionamento sicuro in condizioni specifiche.
Regolare le proprietà fisico-chimiche delle sostanze per rispondere ai requisiti di sicurezza e normativi. Nell’ambito dello sviluppo di nuovi prodotti chimici o di formulazioni
FILAB vi accompagna nella misurazione del punto di infiammabilità delle vostre formulazioni
FILAB: misurazione del punto di infiammabilità
Il laboratorio FILAB vi accompagna nella misurazione del punto di infiammabilità o del punto di combustibilità delle vostre formulazioni cosmetiche. Grazie al suo parco analitico all’avanguardia e al suo team di esperti, il laboratorio FILAB vi propone i suoi servizi di analisi dalla progettazione alla produzione, fino all’immissione sul mercato di un prodotto.
Per rispondere con precisione e affidabilità a queste problematiche, FILAB propone un supporto su misura per l’analisi dei vostri prodotti e di altre formulazioni, nonché la misurazione del punto di infiammabilità / punto di combustibilità secondo le vostre specifiche.
Misurazione del punto di infiammabilità, affidabilità e precisione
Per misurare il punto di infiammabilità di un liquido, si possono utilizzare diversi metodi, i più comuni dei quali sono il metodo del vaso chiuso (Closed Cup) e il metodo del vaso aperto (Open Cup). La scelta tra il metodo del vaso aperto e quello del vaso chiuso dipende dalla normativa applicabile e dalle proprietà specifiche del liquido da testare.
Punto di infiammabilità e prodotti cosmetici
I profumi, le acque di toilette, le acque profumate e le formulazioni alcoliche sono prodotti cosmetici. Sono soggetti alla misurazione del punto di infiammabilità nell’ambito della normativa. Il laboratorio FILAB esegue l’analisi del punto di infiammabilità nei prodotti cosmetici.
Il punto di infiammabilità o punto di combustibilità è la temperatura più bassa alla quale questi prodotti cosmetici hanno una concentrazione di vapori emessi sufficiente a formare con l’aria ambiente una miscela gassosa che si infiamma per effetto di una fonte elettrica o di una fonte di calore.
In Europa, le autorità competenti classificano i prodotti cosmetici infiammabili in base al loro grado di infiammabilità, cioè in funzione del punto di infiammabilità (punto di combustibilità) e della temperatura di ebollizione:
- Liquido infiammabile di categoria 1: si tratta di liquidi estremamente infiammabili con punto di infiammabilità inferiore a 23°C e temperatura di ebollizione inferiore a 35°C
- Liquido infiammabile di categoria 2: si tratta di liquidi facilmente infiammabili con punto di infiammabilità inferiore a 23°C e temperatura di ebollizione superiore a 35°C
- Liquido infiammabile di categoria 3: si tratta di liquidi infiammabili con punto di infiammabilità compreso tra 23°C e 60°C
Le norme relative al punto di infiammabilità
Le norme relative all’infiammabilità o alla combustibilità, legate al punto di infiammabilità, si basano su criteri di sicurezza e protocolli di prova per valutare i rischi associati alle sostanze chimiche, guidando così le pratiche di manipolazione, stoccaggio e trasporto in totale sicurezza.
le norme in vigore
ASTM D3278; D3828; D7236; E502
ISO 3679; ISO 3680
IP 523; IP 524; IP 534
UN Class 3 Non-viscous Flammable Liquids; CLP Regulations
FAQ
Per misurare il punto di infiammabilità di una sostanza, si utilizzano generalmente due metodi principali: il metodo del vaso chiuso (Closed Cup) e il metodo del vaso aperto (Open Cup).
Nel metodo del vaso chiuso, un campione di liquido viene riscaldato in un recipiente chiuso fino a quando i vapori prodotti si infiammano brevemente in presenza di una fonte di accensione, determinando così il punto di infiammabilità. Il metodo del vaso aperto, invece, prevede il riscaldamento del campione in un recipiente aperto, dove la fonte di accensione viene fatta passare sopra il campione per identificare la temperatura alla quale i vapori si infiammano.
Le analisi del punto di infiammabilità in laboratorio vengono comunemente eseguite su una varietà di liquidi per valutarne le proprietà di infiammabilità e sicurezza:
- Solventi: solventi organici come etanolo, acetone e benzene vengono testati per determinarne il punto di infiammabilità, per uno stoccaggio e una manipolazione sicuri in laboratori e industrie.
- Oli e lubrificanti: gli oli minerali, gli oli vegetali e i lubrificanti vengono analizzati per garantire che soddisfino gli standard di sicurezza per il loro utilizzo in varie apparecchiature e motori.
- Carburanti: benzina, diesel, cherosene e altri carburanti richiedono una conoscenza precisa del loro punto di infiammabilità per prevenire i rischi di incendio durante il trasporto, lo stoccaggio e l’uso.
- Prodotti chimici industriali: molti prodotti chimici utilizzati nella produzione, come monomeri, polimeri e intermedi, vengono testati per garantire una manipolazione sicura.
- Vernici e pitture: questi prodotti contengono spesso solventi volatili il cui punto di infiammabilità deve essere noto per determinare le adeguate precauzioni di sicurezza durante l’applicazione e l’asciugatura.
- Profumi e cosmetici: alcuni prodotti cosmetici e profumi contenenti alcoli o altre sostanze volatili sono anch’essi soggetti all’analisi del punto di infiammabilità per rispettare le normative di sicurezza.