Prova di resilienza in laboratorio
Prova di resilienza: laboratorio certificato per test di resistenza agli urti
In qualità di industriale, dovete garantire la resistenza agli urti dei vostri materiali e componenti meccanici. La prova di resilienza è un test meccanico normalizzato che consente di valutare la capacità di un materiale di assorbire l’energia di un impatto senza rompersi. Il laboratorio FILAB vi affianca nell’esecuzione di prove di resilienza Charpy e Izod conformi alle norme internazionali.
Che cos’è una prova di resilienza?
La resilienza indica l’attitudine di un materiale ad assorbire l’energia di un urto deformandosi senza rottura improvvisa. La prova di resilienza, detta anche prova di flessione per urto o prova al pendolo, consiste nel rompere un provino in un solo colpo mediante un pendolo normalizzato.
I due principali metodi di prova di resilienza
Prova Charpy (ISO 179 e ISO 148)
- Provino appoggiato orizzontalmente su due supporti
- Impatto al centro del campione
- Metodo più utilizzato in Europa
- Applicabile a metalli, materie plastiche, compositi
Prova Izod (ASTM D256)
- Provino bloccato verticalmente
- Impatto a sbalzo
- Norma principalmente americana
- Ideale per polimeri e materiali fragili
La misura della resilienza si esprime in kilojoule per metro quadrato (kJ/m²) e rappresenta l’energia assorbita durante la rottura.
Perché eseguire una prova di resilienza?
L’obiettivo della prova di resilienza è determinare la resistenza agli urti di alcuni componenti o materiali. I risultati consentono agli industriali di scegliere i materiali più adatti per applicazioni specifiche e di ottimizzare i processi di produzione per migliorare la resilienza dei materiali utilizzati.
Le applicazioni industriali della prova di resilienza:
Qualifica dei materiali: validare la resistenza agli urti in base ai requisiti del vostro capitolato
R&S: confrontare diverse formulazioni o trattamenti termici
Analisi dei guasti: comprendere le cause della rottura in esercizio
Controllo qualità: rilevare i difetti di fabbricazione che influenzano la tenacità
Conformità normativa: rispondere ai requisiti ISO, ASTM, EN
Settori interessati dalle prove di resilienza
- Automotive: componenti di sicurezza, paraurti, cruscotti
- Aeronautica: componenti strutturali, fissaggi
- Edilizia: elementi metallici, profilati
- Materie plastiche: imballaggi, involucri, attrezzature
- Ferroviario: componenti strutturali, fissaggi
- Energia: condotte, serbatoi a pressione
Norme e metodi di prova di resilienza
Prove su materie plastiche e polimeri:
ISO 179-1: determinazione della resistenza all'urto Charpy
- Metodo 1eA: provino con intaglio a V
- Metodo 1eU: provino senza intaglio
- Temperature di prova: da -40°C a +150°C
ISO 179-2: prova di resilienza strumentata (misura della curva forza-spostamento)
ASTM D256: prova Izod su materie plastiche
Prove su metalli e leghe:
ISO 148-1: Prova di flessione per urto Charpy sui metalli
- Provini da 10x10 mm con intaglio a V
- Energie del pendolo: 150J, 300J, 450J
- Prove a diverse temperature per la curva di transizione
EN 10045: Prova di resilienza Charpy V sugli acciai
Procedura di prova di resilienza
Preparazione dei provini
Esecuzione della prova Charpy
Calcolo e interpretazione
Rapporto di prova
Riceverete un rapporto dettagliato che comprende:
I nostri servizi di prove meccaniche
Misura della durezza: Durezza Vickers, Brinell, Rockwell
Prova di mantenimento sotto carico
Misurazione della durezza per la resistenza meccanica alla penetrazione
Prova di trazione : pezzo e/o provino
FAQ
Criterio | Prova di resilienza | Prova di trazione | Prova di durezza |
Proprietà misurata | Resistenza agli urti | Resistenza alla deformazione | Resistenza alla penetrazione |
Tipo di sollecitazione | Impatto dinamico | Trazione statica | Indentazione statica |
Velocità di deformazione | Molto elevata (~5 m/s) | Bassa (~1 mm/min) | Nulla |
Informazione ottenuta | Tenacità, fragilità | Limite elastico, resistenza | Durezza superficiale |
La resilienza misura l'energia assorbita durante un urto rapido (prova dinamica), mentre la tenacità valuta la resistenza alla propagazione della cricca (prova statica o quasi statica). Entrambe le proprietà caratterizzano la resistenza alla rottura, ma in condizioni di sollecitazione diverse.
Il costo di una prova di resilienza varia in base al tipo di materiale (metallo, plastica, composito), al numero di provini, alla norma applicata (ISO, ASTM) e alle prove a temperatura controllata. In genere, il costo va da 50€ a 200€ IVA esclusa per provino. Contattateci per un preventivo gratuito personalizzato.
Sì, ma con limitazioni. La prova di resilienza richiede generalmente provini standardizzati. Per pezzi reali, proponiamo test d’impatto alternativi (caduta di sfera, impatto strumentato) che si adattano alla geometria del vostro prodotto.
Alcuni materiali (in particolare gli acciai al carbonio) presentano una transizione duttile-fragile: diventano fragili al di sotto di una certa temperatura. Le prove a più temperature consentono di:
- Identificare la temperatura di transizione
- Qualificare i materiali per applicazioni in climi freddi
- Rispettare le norme per apparecchiature in pressione o strutture offshore
- Intaglio a V (2 mm, 45°): massima concentrazione delle tensioni, metodo standard
- Intaglio a U: concentrazione meno severa, per materiali fragili
- Senza intaglio: misura la resilienza globale, per polimeri duttili
La scelta dipende dalla norma applicabile e dal tipo di materiale testato.