Rispondere alle sfide analitiche dei nucleotidi in sviluppo e in produzione
Lo sviluppo di prodotti a base di nucleotidi richiede un elevato livello di controllo analitico in ogni fase: conferma della struttura, monitoraggio della purezza, identificazione dei composti correlati, ricerca di contaminanti inorganici e dimostrazione della conformità normativa. Per gli operatori del settore biopharmaceutico, questi requisiti si rafforzano in ambiente GMP, in particolare durante le fasi di trasferimento, rilascio, indagine o qualificazione del processo. Un laboratorio nucleotidi deve essere in grado di produrre dati solidi, tracciabili e utilizzabili per i dossier qualità. In questo contesto, il controllo delle impurità non si limita a una misurazione globale: deve includere le impurità elementari, le tracce metalliche, i composti specifici da monitorare e le prestazioni dei metodi analitici utilizzati.
Identificare le impurità critiche del prodotto e del processo
A seconda della natura del nucleotide, del suo metodo di sintesi, delle materie prime e del processo di fabbricazione, diverse famiglie di impurità possono richiedere un monitoraggio specifico: impurità legate alla sostanza, sottoprodotti di sintesi, residui inorganici, catalizzatori metallici, solventi o contaminanti provenienti dalle apparecchiature. Il controllo delle impurità deve quindi essere definito a partire da un’analisi del rischio e dai requisiti normativi applicabili al prodotto.
Combinare tecniche separative, spettrometriche ed elementari
La caratterizzazione dei nucleotidi può richiedere diversi livelli di indagine: conferma strutturale, determinazione della massa, profilo di purezza, ricerca di specie minoritarie e dosaggio dei contaminanti. Per questo, il laboratorio si avvale di un parco strumentale che integra in particolare HPLC, LC-MS/MS, LC-HRMS, GC-MS/MS, ICP-AES, ICP-MS e ICP-MS/MS. Questa complementarità consente di coprire sia le problematiche di struttura sia le esigenze di quantificazione in tracce.
Beneficiare di una competenza analitica orientata all’industria biopharmaceutica
Filab affianca gli operatori industriali su problematiche analitiche complesse che associano sviluppo, caratterizzazione, validazione e indagine. Il laboratorio interviene su matrici farmaceutiche con un approccio orientato ai risultati, tenendo conto dei vincoli di tempistica, conformità e trasferibilità. Il suo know-how copre in particolare i metodi di dosaggio delle impurità elementari, l’identificazione di composti in tracce e la messa a punto di protocolli analitici adatti alle esigenze di qualità.
Affidarsi a un laboratorio GMP per caratterizzare, sviluppare e validare
Il nostro laboratorio affianca gli operatori biopharmaceutici nella caratterizzazione dei nucleotidi, nello sviluppo di metodi analitici e nella loro validazione secondo i riferimenti applicabili. L’approccio è costruito attorno ai vostri obiettivi di qualità: confermare l’identità, documentare la struttura, quantificare le impurità, definire i limiti adatti al prodotto e dimostrare l’affidabilità del metodo. Le attività sono svolte in un quadro qualità strutturato, con competenze in analisi farmaceutiche, tecniche separative, spettrometria di massa e dosaggio degli elementi in tracce. Per ampliare la valutazione fisicochimica dei vostri prodotti, è inoltre possibile consultare il nostro approccio alla caratterizzazione della materia.
Mettere in atto strategie analitiche adatte alle soglie attese
Il laboratorio mette in atto metodi mirati o di screening in base al profilo ricercato: cromatografia liquida accoppiata alla spettrometria di massa per i composti organici, ICP-MS, ICP-MS/MS o ICP-AES per le impurità elementari, oltre ad approcci di sviluppo e validazione conformi alle aspettative farmaceutiche. Questa logica è particolarmente utile per il dosaggio degli elementi contemplati dall’ICH Q3D, come arsenico, piombo, cadmio, mercurio, nichel, cobalto, vanadio, palladio o platino.
Adattare il dispositivo analitico al livello di esigenza GMP
In ambiente GMP, le prestazioni analitiche devono essere dimostrate e documentate. Il laboratorio può quindi sviluppare un metodo specifico, ottimizzarlo in funzione della matrice e poi validarlo secondo i criteri appropriati: specificità, accuratezza, precisione, linearità, robustezza, limiti di rilevazione e di quantificazione. Per esigenze più ampie di caratterizzazione strumentale, potete inoltre scoprire la nostra competenza in Analisi Caratterizzazione Elettrochimica o il nostro articolo dedicato a All'avanguardia della caratterizzazione il MEB FEG.
Avanzare con un partner strutturato per gli studi GMP
Il laboratorio si basa su un ampio parco strumenti, su un’organizzazione qualità riconosciuta e su un’esperienza nei riferimenti analitici del settore farmaceutico. Questa combinazione consente di affiancare i vostri team sia per studi puntuali sia per progetti più strutturati: sviluppo del metodo, validazione, confronto tra lotti, indagine sulle deviazioni o supporto alla qualificazione. In base alle vostre esigenze di controllo su materiali e componenti, potete anche consultare la nostra pagina Controle Pmuc.
Definire il bisogno, trasmettere i campioni, validare la strategia analitica
Per avviare uno studio, è necessario precisare la natura del nucleotide, la matrice, il contesto del progetto, le impurità target, le soglie attese e il quadro documentale desiderato. Il laboratorio può quindi proporre una strategia analitica adeguata: confermare la struttura, sviluppare il metodo, validare le prestazioni, quantificare le impurità e formalizzare i risultati. Per procedere in modo efficace, richiedere uno studio di fattibilità, trasmettere il vostro capitolato, definire le specifiche analitiche, pianificare le prove e ricevere un supporto tecnico dedicato.