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Transizione nucleare: a che punto siamo?

Bisogna reinvestire nell’industria nucleare o puntare sulle nuove energie rinnovabili? Nel momento in cui diverse centrali nucleari arrivano a fine vita, il dibattito è più che mai attuale per il governo francese. Tuttavia, come dimostra il ritardo accumulato sull’ERP di Flamanville, la presa di decisione sul futuro del nucleare in Francia resta ancora molto incerta…

ISO 19443
La centrale de Saint-Laurent-des-Eaux dans le Loir-et-Cher fonctionne avec deux réacteurs d'une puissance unitaire de 900 MW. © EDF

Alla ricerca di una strategia energetica coerente?

3ª filiera industriale francese in termini di occupazione e know-how, il settore nucleare rappresenta un’attività ad alto valore strategico, produttrice di un’energia a costo competitivo e a zero emissioni di CO2. Dietro gli Stati Uniti, la Francia è il secondo Paese al mondo per potenza nucleare, con oltre 58 reattori sul proprio territorio.

Non è quindi così semplice rinunciare a questo settore, nonostante le polemiche che suscita… Tanto che il rapporto sul mantenimento delle competenze, diffuso pochi giorni fa dai media, raccomanda la costruzione di 6 nuovi EPR a partire dal 2025.

Sotto il controllo dell’ASN (Autorità per la sicurezza nucleare), i principali attori del nucleare cercano di tutelarsi attraverso processi di rinnovamento e modernizzazione volti ad aumentare la sicurezza e la durata di esercizio delle centrali. Inoltre, vengono sbloccati investimenti in numerosi progetti di ricerca, con la speranza di trovare «l’energia nucleare del futuro» e le nuove tecnologie che consentano di conciliare economia ed ecologia.

Trattamento dei rifiuti nucleari: il dibattito pubblico è aperto

Tuttavia, l’interrogativo sui futuri investimenti non esclude quello sullo smantellamento delle centrali nucleari giunte a fine vita. Corrosione, fessurazioni, usura meccanica… l’invecchiamento delle centrali, costruite in alcuni casi più di 40 anni fa, lascia spazio a numerosi materiali usati e radioattivi. In Francia, questi ultimi rappresentavano nel 2016 uno stock totale di 1 540 000 m3, suddiviso in 5 categorie in base al loro grado di radioattività e alla loro durata di degradazione.

Questa volumetria crescente obbliga gli operatori a rivedere la propria politica di trattamento dei rifiuti nucleari. Cigéo, un progetto di stoccaggio geologico profondo a Bure (Meuse), è per il momento «la meno peggio delle soluzioni» scelta dalla Francia per i rifiuti altamente radioattivi e a lunga vita.

A partire da questo autunno, il piano nazionale di gestione delle materie e dei rifiuti sarà per la prima volta oggetto di un dibattito pubblico, al fine di coinvolgere i cittadini sulle opzioni energetiche disponibili per la Francia.

Come FILAB accompagna gli attori dell’industria nucleare nella transizione energetica?

Laboratorio francese e indipendente, FILAB dispone di un’ampia gamma di competenze tecniche che consentono di intervenire con affidabilità e integrità nelle problematiche legate al settore nucleare. Controlli di routine o supporto su progetti di R&D, fornitori, costruttori o autorità ci incaricano di verificare la conformità dei prodotti utilizzati nelle centrali nucleari.

Grazie a una piattaforma analitica di 5200 m², interveniamo anche sulle seguenti prestazioni:

FILAB è accreditato da EDF per eseguire le analisi necessarie all’omologazione PMUC. Accreditato da molti anni per le analisi chimiche di alogeni e zolfo, l’accreditamento di FILAB è stato esteso alle analisi specifiche dei prodotti della famiglia 021 (resine a scambio ionico e prodotti di condizionamento).

Membro di Nuclear Valley, polo di competitività dedicato al nucleare civile, FILAB mette a disposizione le proprie competenze nella caratterizzazione delle leghe metalliche nell’ambito del progetto collaborativo COMCEPT.

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I vantaggi di Filab
Un team altamente qualificato
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Una reattività nella risposta e nella gestione delle richieste
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Un laboratorio accreditato COFRAC ISO 17025
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(Ambiti disponibili su www.cofrac.com - N° accreditamento: 1-1793)
Un parco analitico completo di 5 200 m²
Un parco analitico completo di 5 200 m²
Un supporto su misura
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Possibile visio-debrief con l
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Thomas GAUTIER Responsabile del Dipartimento Materiali
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