Analisi di filtri minerali in laboratorio
Le vostre esigenze: analizzare i filtri minerali dei vostri prodotti
I filtri minerali sono composti inorganici utilizzati per la loro capacità di riflettere, diffondere o assorbire determinate lunghezze d’onda della radiazione luminosa, in particolare gli UV. A differenza dei filtri organici, sono costituiti da minerali naturali o sintetici, principalmente:
Questi materiali agiscono come vere e proprie barriere fisiche. La loro struttura cristallina e le loro proprietà ottiche consentono di proteggere le formulazioni o i materiali in cui sono integrati: creme solari, dispositivi medici, rivestimenti, plastiche, vernici, prodotti farmaceutici…
I nostri servizi di analisi sui filtri minerali
Le nostre soluzioni: analisi e dosaggio dei filtri minerali
Le norme vigenti dedicate ai filtri minerali
In Europa, l’utilizzo del TiO₂ e dello ZnO come filtri solari è rigorosamente disciplinato dal Regolamento cosmetico CE 1223-2009. I limiti di concentrazione, le specifiche tecniche delle nanoparticelle (purezza, dimensione, struttura, rivestimenti) e il divieto di utilizzo nei prodotti inalabili garantiscono sia la sicurezza degli utenti sia la conformità normativa dei prodotti.
Perché scegliere FILAB per l'analisi dei filtri minerali?
Il laboratorio FILAB è il primo laboratorio francese indipendente accreditato COFRAC ISO 17025 per l’identificazione e il conteggio particellare dei nanomateriali mediante MEB-EDX o Microscopio ottico.
In questo modo, vi garantiamo risultati di affidabilità unica per quanto riguarda l’analisi dei filtri minerali dei vostri prodotti.
Disponiamo inoltre di un parco analitico di 5200 m² composto, tra le altre cose, da una tecnica ICP-MS/MS per l’analisi dei filtri minerali, che ci consente di raggiungere limiti di quantificazione molto bassi e quindi di fornirvi risultati estremamente precisi.
FAQ
L'analisi è cruciale per diversi motivi:
Sicurezza e normativa: assicurarsi che le concentrazioni rispettino i limiti fissati dalle normative cosmetiche (es: Regolamento (CE) n. 1223/2009 in Europa), in particolare per il $\text{TiO}_2$ e il $\text{ZnO}$, che sono pigmenti.
Efficacia: determinare la quantità e la forma dei filtri presenti per garantire il livello di protezione solare dichiarato (SPF e protezione UVA).
Caratterizzazione: valutare la dimensione delle particelle (nano o non-nano) e il loro rivestimento superficiale (coating) per motivi di penetrazione cutanea e stabilità.
Sì. Nell’Unione europea, l’uso di TiO₂ e ZnO è disciplinato dal Regolamento (CE) 1223/2009 relativo ai prodotti cosmetici, e dai suoi aggiornamenti dell’Allegato VI, che definiscono:
i filtri autorizzati,
i limiti di concentrazione (fino al 25% per nano o non-nano),
le restrizioni d’uso (ad es.: divieto nei prodotti inalabili per le forme nano),
le specifiche tecniche per le nanoparticelle (purezza, dimensione, struttura cristallina, rivestimenti autorizzati).
Cosmetica: creme solari, make-up, polveri.
Farmaceutico: eccipienti, rivestimenti di compresse.
Dispositivi medici: impianti, coating polimerici.
Materie plastiche & polimeri: stabilizzazione UV, opacizzazione.
Vernici e rivestimenti: pigmenti e opacizzanti.
Aeronautica, automotive, spaziale: materiali tecnici e compositi.
Energia e nucleare: isolanti e ceramiche.