Laboratorio di analisi e di expertise

Laboratorio di sviluppo di metodi analitici e di analisi tramite DRX

Se l’analisi chimica elementare consente di identificare e quantificare gli elementi costitutivi di un materiale, l’analisi mediante Diffrazione a Raggi X (DRX) permette invece di accedere a numerose informazioni contenute nella stessa disposizione degli elementi all’interno di un materiale. Consente in particolare di identificare il o i composti cristallizzati presenti in un materiale, nonché le loro forme cristallografiche. Inoltre, quando più composti cristallizzati vengono identificati all’interno dello stesso materiale, la tecnica di Diffrazione a Raggi X (DRX) può essere applicata in modo quantitativo per determinare i rispettivi tenori dei diversi composti osservati. A tal fine, viene comunemente utilizzata la tecnica di raffinamento secondo il metodo di Rietveld. Essa consiste nel simulare un diffrattogramma grazie a un database e poi nell’adattarlo progressivamente il più possibile al diffrattogramma del campione: la composizione chimica della simulazione più vicina a quella del campione viene quindi considerata come la composizione chimica del campione. Questo metodo, basato su il principio delle iterazioni, è talvolta complesso, lungo e difficile da mettere in pratica a seconda della natura del campione e dei composti cristallizzati che lo costituiscono.

Per questi casi e per garantire l’affidabilità dei risultati, è allora possibile ricorrere a una taratura specifica sviluppando un metodo. Questo tipo di sviluppo consiste innanzitutto nel realizzare, a partire dai composti cristallizzati puri che costituiscono il campione, un numero elevato di formulazioni con tenori variabili ma noti di composti cristallizzati. Le diverse formulazioni così preparate vengono quindi analizzate mediante Diffrazione a Raggi X e consentono di stabilire per ciascun composto cristallizzato una curva di calibrazione. La determinazione della composizione chimica di un campione sconosciuto può quindi essere effettuata in modo specifico grazie a queste curve di taratura.

È questo l’approccio adottato in particolare nella norma NF ISO 13779-3 per la quantificazione delle fasi cristalline estranee nei sostituti ossei (idrossiapatite HAP, ad esempio). Questa metodologia può essere adattata anche al controllo della purezza dei materiali ceramici, alla quantificazione delle impurità in un materiale cementizio o ancora alla caratterizzazione delle scorie di fonderia. Forte di una significativa esperienza nello sviluppo di metodi specifici tramite DRX, il laboratorio FILAB vi affianca e vi propone, nell’ambito delle vostre esigenze di controllo, la propria competenza nell’analisi tramite DRX o nello sviluppo di metodi di analisi tramite DRX per la caratterizzazione dei vostri materiali cristallizzati e minerali.

Per maggiori informazioni, contattate il nostro esperto tramite contact@filab.fr oppure richiedete il vostro preventivo online qui per beneficiare di una formazione DRX su misura, adatta alle vostre sfide industriali e al livello dei vostri team.