Caratterizzare polisaccaridi complessi ed eterogenei
Nel settore biopharmaceutico, lo studio dei polisaccaridi ambientali risponde a esigenze critiche di composizione, purezza, omogeneità e controllo delle impurità. Queste matrici possono presentare una forte variabilità strutturale: distribuzione delle masse molari, eterogeneità delle catene, presenza di diversi residui saccaridici, contaminanti organici in tracce o composti residui derivanti dal processo. Una analisi dei polisaccaridi affidabile consente di confermare l’identità del campione, confrontare i lotti, indagare una non conformità e supportare le attività di sviluppo, qualificazione del fornitore o reverse engineering.
Identificare la composizione e la struttura
L’identificazione della composizione si basa su prove in grado di descrivere la natura del polimero saccaridico e i suoi costituenti. A seconda delle esigenze, l’analisi riguarda la composizione in monosaccaridi, il confronto dei frammenti dopo estrazione, l’evidenziazione delle differenze di lunghezza delle catene e la caratterizzazione della massa molecolare mediante SEC/GPC. Per alcuni prodotti come l’acido ialuronico, è possibile mettere a punto un metodo di quantificazione adatto alla matrice. Indagini complementari mediante LC-HRMS possono inoltre essere avviate per identificare un’impurità specifica o supportare un’attività di deformulazione.
Ricercare impurità organiche e in tracce
La ricerca delle impurità può riguardare composti residui, additivi organici, solventi, oligomeri, tracce di reagenti o contaminanti derivanti dalla formulazione e dal confezionamento. In funzione della loro volatilità e polarità, possono essere ricercati mediante HS-GC/MS, GC/MS o LC-HRMS dopo estrazione. Questo approccio è particolarmente utile per identificare plastificanti, antiossidanti, anti-UV, composti semivolatili o non volatili. In alcuni casi, la pirolisi-GC/MS fornisce una lettura complementare sulla natura del materiale e su alcuni additivi. Per indagini correlate su biomolecole, consultare anche la nostra pagina Identificazione Peptidica Biopharmaceutica.
Combinare tecniche separative, spettrometriche e dei materiali
I mezzi tecnici mobilitabili includono in particolare la SEC/GPC per la massa molecolare e gli aggregati, la LC-HRMS/MS per l’identificazione di impurità e modifiche, la GC/MS e la HS-GC/MS per i composti volatili e semivolatili, la pirolisi-GC/MS per la caratterizzazione di alcuni costituenti organici, nonché misure di viscosità, proprietà viscoelastiche, stabilità termica mediante DSC, solubilità e profilo cromatografico. Quando la matrice lo richiede, approcci di caratterizzazione elementare o morfologica possono completare lo studio per documentare cariche minerali o contaminanti particellari. Per esigenze affini di caratterizzazione superficiale e pulizia, vedere anche Purezza Strato Xps.
Mettere a frutto un’expertise analitica adatta alle esigenze industriali
Il nostro laboratorio affianca gli operatori industriali con un approccio di analisi biopharmaceutica orientato al risultato. Combiniamo approcci separativi, spettrometrici e fisico-chimici per definire il profilo di composizione, valutare la purezza e rilevare le impurità pertinenti. Questa competenza copre in particolare l’elucidazione della struttura dei carboidrati, la composizione in monosaccaridi, la valutazione dell’omogeneità del prodotto, la ricerca di frammenti, la quantificazione di aggregati, lo studio dei varianti di carica e l’identificazione di composti organici in tracce. A seconda dell’obiettivo, l’indagine può essere completata da una Identificazione Sostanza Chimica Laboratorio.
Misurare la purezza e l’omogeneità
La purezza non si limita all’assenza di contaminanti visibili. Implica anche la valutazione dell’omogeneità del prodotto, la quantificazione degli aggregati mediante cromatografia ad esclusione sterica, lo studio dei profili cromatografici e la ricerca di varianti o frammenti. Proprietà fisico-chimiche quali solubilità, stabilità in soluzione, viscosità, proprietà viscoelastiche o stabilità termica possono essere misurate per valutare la conformità complessiva del campione e il suo comportamento nell’uso industriale.
Interpretare i risultati per la decisione industriale
Oltre alla rilevazione, la sfida è sfruttare i dati per agire rapidamente: qualificazione del fornitore, confronto delle formulazioni, verifica di una conformità, comprensione di una deriva di processo o supporto a una perizia contraddittoria. L’interpretazione incrociata dei risultati consente di distinguere un segnale strutturale, un’impurità di sintesi, un residuo di reticolazione, una contaminazione esogena o una variazione di composizione. Questa lettura integrata è essenziale per rendere affidabili le decisioni di R&S, qualità e produzione.
Affidarsi a un laboratorio orientato alla soluzione
Scegliere Filab significa beneficiare di un interlocutore in grado di costruire una strategia analitica su misura a partire dalla vostra esigenza industriale: confermare una composizione, confrontare dei lotti, identificare un’impurità, supportare una deformulazione o documentare un dossier tecnico. Il nostro approccio privilegia la pertinenza delle prove, la robustezza delle interpretazioni e la rapidità di esecuzione, con un resoconto utilizzabile dai team qualità, R&S, affari regolatori e produzione.
Far analizzare, confrontare, identificare e mettere in sicurezza i vostri prodotti
Filab affianca gli industriali della biopharmaceutica per far analizzare la composizione di un polisaccaride, far identificare un’impurità, far confrontare un lotto conforme e un lotto non conforme, far misurare una massa molecolare o una viscosità, e far mettere in sicurezza una formulazione prima dell’industrializzazione. Questa capacità di articolare caratterizzazione chimica, ricerca di impurità e interpretazione specialistica costituisce una leva concreta per controllare i vostri prodotti e i vostri processi. Per temi affini nella caratterizzazione di materiali complessi, potete anche consultare Nanomateriali Rivestimenti Industriali.