Come sapere se un acciaio è riutilizzabile?
Il settore delle costruzioni sta vivendo una rivoluzione: quella del riuso. L’acciaio, con la sua eccezionale durabilità e la capacità di essere smontato senza perdere le proprie proprietà, è il candidato ideale per l’economia circolare.
Tuttavia, a differenza di un prodotto nuovo uscito dalla fabbrica con il suo certificato 3.1, un acciaio proveniente da demolizione pone una domanda cruciale: come garantirne la sicurezza strutturale? Ecco le fasi indispensabili per sapere se un acciaio è riutilizzabile.
La diagnosi "risorse": l'esame visivo
Prima di qualsiasi analisi di laboratorio, tutto inizia in cantiere, durante la demolizione. Un acciaio riutilizzabile deve innanzitutto superare la prova dell’ispezione fisica.
Lo stato superficiale: una ruggine superficiale è accettabile. Al contrario, una corrosione profonda con perdita di sezione (pitting o sfogliamento) spesso esclude l’elemento per funzioni strutturali portanti.
Le deformazioni: i profili (IPN, HEA) non devono presentare alcun imbarcamento, alcuna torsione o freccia residua visibile.
Le alterazioni antropiche: si individuano fori non autorizzati, saldature di attrezzature secondarie o tagli con la fiamma che avrebbero potuto indebolire il pezzo.
La tracciabilità e lo studio documentale
La disponibilità del libretto di manutenzione dell’edificio originale costituisce un grande vantaggio per validare il potenziale di riuso. In questo contesto, l’anno di costruzione offre una prima indicazione preziosa sulla probabile qualità dell’acciaio. Questa ricerca documentale si basa anche sui disegni as-built, indispensabili per identificare con precisione i carichi che l’elemento ha sopportato durante la sua prima vita.
Le prove tecniche: la prova dei dati
Per reintegrare un acciaio in un nuovo calcolo strutturale, l’ingegnere ha bisogno di valori garantiti. È qui che entrano in gioco le prove di laboratorio.
L'analisi chimica (Spettrometria)
È importante verificare la saldabilità dell’acciaio, soprattutto per le strutture datate. Con la Spettrometria, si misura in particolare l’equivalente di carbonio (Ceq). Un tenore troppo elevato di carbonio o fosforo rende la saldatura rischiosa (rischio di criccatura a freddo).
Le prove meccaniche
Durante le prove meccaniche, si prelevano provini da un campionamento rappresentativo del giacimento per misurare:
Il limite di snervamento (Re) : il valore soglia prima della deformazione permanente.
La resistenza a trazione (Rm) : il carico massimo sopportato.
L'allungamento dopo rottura (A%) : per verificare la duttilità del metallo.
La prova di resilienza (Charpy)
Laprova d’urto Charpy è essenziale per le strutture soggette a basse temperature o a urti. Si verifica la capacità dell’acciaio di assorbire energia senza rottura fragile a una determinata temperatura (ad esempio: 27 Joule a 0°C).
Il quadro normativo: CTICM, la guida di riferimento
In Francia e in Europa, il riutilizzo dell’acciaio è ormai disciplinato da protocolli rigorosi come la Guida del CTICM (Centre Technique Industriel de la Construction Métallique). Questo documento definisce:
Le classi di prestazione del lotto.
Il numero di prove da effettuare in funzione della tonnellata.
Il metodo per ricalcolare i coefficienti di sicurezza.
Sintesi: il via libera al riutilizzo
| Segnale verde 🟢 | Segnale arancione 🟠 | Segnale rosso 🔴 |
| Qualità identificata (es: S235). | Corrosione superficiale trattabile con sabbiatura. | Fessure in corrispondenza delle saldature. |
| Geometria perfetta. | Assenza di documenti originali (prove obbligatorie). | Acciaio sottoposto a incendio. |
| Equivalente di carbonio < 0,45%. | Uso precedente dinamico (ponte gru). | Deformazioni plastiche visibili. |
In conclusione
Sapere se un acciaio è idoneo al riutilizzo è un mix di osservazione sul campo e rigore scientifico. Se il costo delle prove può sembrare elevato, è ampiamente compensato dal risparmio di materiale e dal beneficio ambientale (una tonnellata di acciaio riutilizzata consente di risparmiare circa 1,5-2 tonnellate di CO2).
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