Se l’analisi chimica elementare consente di identificare e quantificare gli elementi costitutivi di un materiale, la Diffrazione dei Raggi X (DRX) permette invece di accedere a numerose informazioni contenute nella stessa disposizione degli elementi all’interno di un materiale. Consente in particolare di identificare il o i composti cristallizzati presenti in un materiale, nonché le loro forme cristallografiche.
Quando vengono identificati più composti cristallizzati all’interno di uno stesso materiale, la tecnica di Diffrazione dei Raggi X può essere impiegata anche in modo quantitativo per determinare i rispettivi contenuti dei diversi composti osservati. A tal fine, viene comunemente utilizzata la tecnica di raffinamento secondo il metodo di Rietveld. Essa consiste nel simulare un diffrattogramma a partire da un database e poi adattarlo progressivamente il più possibile al diffrattogramma del campione: la composizione chimica della simulazione più vicina al diffrattogramma del campione viene quindi considerata come la composizione chimica di tale campione. Si noti tuttavia che questo metodo iterativo è talvolta complesso, lungo e difficile da mettere in opera a seconda della natura del campione e dei composti cristallizzati che lo costituiscono.
Questa metodologia può essere adattata al controllo della purezza di materiali ceramici, alla quantificazione delle fasi cristalline estranee nei sostituti ossei, al controllo della formulazione di materiali cementizi, alla caratterizzazione di scorie di fonderia, all’identificazione delle impurità nei materiali refrattari o ancora all’identificazione delle forme allotropiche dei pigmenti minerali.
Grazie a una significativa esperienza nello sviluppo di metodi specifici tramite DRX, FILAB vi accompagna nell’ambito delle vostre esigenze di controllo, expertise o sviluppo di processo per i vostri materiali cristallizzati e minerali.