Sophie MAUFFREY, tecnica di laboratorio all’interno del dipartimento Chimica, si è a sua volta prestata all’esercizio dei FILAB’IDÉES* per condividere con noi una delle sue esperienze professionali. Con il tema dell’evoluzione e dell’implementazione di un nuovo metodo analitico, Sophie ha affrontato il caso concreto del dosaggio di TiO2 nella carta decorativa.
La carta decorativa è una carta colorata o a motivi utilizzata in particolare per il rivestimento di mobili (cucine, tavoli…). È composta in gran parte da TiO2, un pigmento opacizzante. Questa sostanza rappresenta una leva economica per i produttori che cercano di ottimizzare i costi agendo sul dosaggio o sulla qualità del prodotto.
Nell’ambito di uno studio comparativo di diverse carte, Sophie aveva l’obiettivo di conoscere il miglior rapporto costo/qualità in base al dosaggio e al grado di biossido di titanio scelto. La carta non essendo una matrice semplice da analizzare, Sophie ha fatto ricorso a diversi metodi analitici, adatti alle caratteristiche del prodotto e ai vincoli di mineralizzazione dei campioni.
Il metodo già in uso per dosare il biossido di titanio era la spettroscopia UV-Visibile, con dissoluzione in acido solforico. Semplice ma manuale, quindi più lungo, il dubbio sulla qualità del TiO2 utilizzato restava aperto.
Sophie ha quindi testato l’analisi tramite ICP-AES, con dissoluzione mediante fusione alcalina seguita da tempra in una soluzione di acido nitrico. Questo metodo ha permesso di ottenere una soluzione limpida e omogenea, quindi più facile da analizzare quantitativamente. Tuttavia, l’analisi qualitativa, sebbene possibile con questo metodo, può essere interferita dagli altri pigmenti presenti nella carta.
In aggiunta alla tecnica precedente, Sophie ha utilizzato l’analisi tramite Fluorescenza X, un metodo automatizzabile e i cui effetti matrice sono corretti dal software. Senza dissoluzione in acido (quindi più sicura), l’analisi viene eseguita su perle di fusione con una gamma di calibrazione unica che consente di ottenere misurazioni qualitative e pseudo-quantitative più affidabili.
L’implementazione di un metodo analitico, sia che avvenga nell’ambito del lancio di un prodotto, di un’evoluzione normativa o, come in questo caso, di un’ottimizzazione della composizione, richiede mezzi umani, tecnici e bibliografici specifici per il prodotto considerato e per le esigenze ricercate (qui, quantificare la presenza di un componente).
Per mancanza di risorse o di tempo, i laboratori interni cercano sempre più di esternalizzare questa parte di ricerca e sviluppo di metodi presso fornitori di servizi esterni come FILAB. Mobilitando un team dedicato al vostro progetto analitico, FILAB ha la volontà di rispondere al vostro bisogno nel suo insieme e vi accompagna nello sviluppo, nella validazione e nella trasposizione di metodi analitici affidabili all’interno della vostra azienda.
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*I FILAB’IDEES rappresentano appuntamenti interni durante i quali un collaboratore FILAB condivide con il resto del team un’esperienza professionale, una competenza specifica, un caso cliente interessante, ecc. La diversità delle nostre attività e dei nostri profili ci permette di senza sosta rimettere in discussione le nostre acquisizioni scientifiche per affrontare le problematiche dei clienti in modo unico e innovativo.