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Studio di estrattibili e rilasciabili (E&L) - Intervista

Dietro le analisi, i volti dell’expertise FILAB

Studio di estrattibili e rilasciabili (E&L), a che punto siamo?

Buongiorno, mi chiamo Barbara Beauvais e sono Responsabile del Dipartimento Organico di FILAB da ormai 3 anni. Oggi avevo voglia di parlarvi di un’analisi che pratichiamo in FILAB e per la quale il mio team e io nutriamo grande interesse: lo studio degli estrattibili e rilasciabili su dispositivi medici, prodotti farmaceutici o cosmetici.

Ciao Barbara, innanzitutto, puoi dirci in cosa consiste uno studio di estrattibili e rilasciabili?

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Uno studio di estrattibili e rilasciabili serve a verificare la compatibilità chimica di un DM o di un packaging con le sue condizioni d’uso o con la formula che contiene. Questo tipo di studio risponde quindi a un duplice obiettivo. Il primo è verificare che il packaging o il DM non contengano sostanze chimiche pericolose che potrebbero migrare nella formula o nel mezzo finale del DM. Il secondo mira invece a verificare che la formula non danneggi il packaging.

Più precisamente, per condurre uno studio di estrattibili, si utilizza un solvente che potrebbe simulare la formula contenuta dal packaging (solvente grasso, acquoso, polare, apolare…) o simulare le condizioni d’uso di un DM (es.: acqua NaCl, solventi polari o apolari che non deteriorano il DM). Successivamente il simulante viene messo a contatto con il prodotto in condizioni definite di temperatura e tempo. I simulanti vengono analizzati per identificare e quantificare le molecole che sarebbero migrate nel solvente.

Per i rilasciabili, seguiamo le molecole che sono migrate direttamente nella formula, senza nozione di simulante questa volta, e le quantifichiamo nella formula finale.

Perché si realizza questo tipo di studio (E&L) e a quale tipo di matrice si applica?

Principalmente per la sicurezza del consumatore finale!

Questi studi possono applicarsi ai dispositivi medici (DM), ai prodotti farmaceutici o anche alla cosmetica (per la parte regolatoria).

Per quanto riguarda le matrici, questi studi riguardano i prodotti iniettabili conservati in sacche, qualsiasi tipo di DM invasivo o non invasivo, e qualsiasi formulazione cosmetica o farmaceutica contenuta in un contenitore come ad esempio uno sciroppo.

Nell’ambito di uno studio di estrattibili e rilasciabili, tutte le parti dell’imballaggio sono interessate. Ad esempio, per una sacca per infusione, non viene analizzata solo la sacca ma anche la valvola o il sistema di chiusura.

 

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L’obiettivo finale di questo tipo di studio è che un tossicologo possa esprimersi sulla compatibilità chimica di un DM o di una coppia formula / packaging

Esistono riferimenti normativi per questi studi di E&L? Quali sono e cosa descrivono?

Sì, infatti, in materia di estrattibili e rilasciabili esistono diversi riferimenti normativi a seconda della matrice del prodotto:

  • Per i dispositivi medici sono le norme NF EN ISO 10993-18 (valutazione dei rischi chimici) e 10993-12 (preparazione dei campioni e condizioni di riferimento) a disciplinare questi test.
  • Per quanto riguarda il settore farmaceutico, sono l’USP 1663 e 1664, che affrontano i rischi di lisciviazione dei materiali di imballaggio a contatto con i prodotti farmaceutici, il BPOG e la FDA a regolamentare questi studi.
  • Per contro, per quanto riguarda la cosmetica, non esiste un riferimento normativo; nella pratica si extrapolano quelli del settore farmaceutico o dei DM.

Da poco le USP 661.1 e 661.2, che mirano alla conformità degli imballaggi farmaceutici, invitano sulla base di un’analisi del rischio a condurre analisi di estrattibili e rilasciabili secondo le USP 1663 e USP 1664.

Le industrie dei dispositivi medici e del settore farmaceutico sono più strutturate di quella della cosmetica in termini di testi di riferimento. A differenza loro, l’industria cosmetica può fare affidamento sui certificati dei fornitori di packaging.

Concretamente, come si fa a realizzare questo tipo di studio e quali mezzi tecnici sono necessari?

Questo tipo di studio viene realizzato in più fasi.

  • Nell’ambito degli estrattibili, la prima fase consiste nel preselezionare 4 o 5 solventi tra i quali si seleziona quello che assomiglia di più alla formulazione. L’obiettivo è selezionare un solvente che assomigli al contenuto e che non deteriori il packaging o il DM, con il rischio di effettuare un’estrazione e non più una migrazione.
  • Una volta identificato questo solvente, in genere in una seconda fase si effettua un’estrazione esaustiva per definire le condizioni di conservazione in un dato tempo, il che permetterà di determinare le condizioni di conservazione di tempo e temperatura che riproducono le condizioni d’uso del prodotto.
  • In una terza fase il simulante viene analizzato mediante cromatografia per identificare e quantificare le molecole organiche dalle più volatili alle meno volatili.
  • In quarta fase, le molecole inorganiche vengono invece analizzate mediante ICP e cromatografia ionica per quantificare le particelle elementari.

Esistono accreditamenti in materia di E&L?

L’accreditamento in materia è l’accreditamento 17025 rilasciato dal COFRAC, accreditamento che abbiamo presso il laboratorio FILAB per l’applicazione ai DM.

Quali sono le autorità di controllo?

Esistono organismi notificati che valutano la conformità di queste analisi di biocompatibilità chimica dei DM ai fini della loro autorizzazione all’immissione in commercio.

Per gli Stati Uniti è la FDA che approva e verifica i test di Extractables e Leachables in materia di dispositivi medici.

Per quanto riguarda la Francia, è la ANSM (Agence Nationale de Sécurité du Médicament) che se ne occupa per i DM e la repressione delle frodi per i cosmetici.

Grazie Barbara per queste spiegazioni e per il tuo feedback in materia.
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