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Deformulazione dei polimeri: identificare matrice e additivi

Comprendere la composizione di un materiale polimerico

Un componente in plastica, un granulato, un film, un rivestimento o un prodotto riciclato può contenere una matrice polimerica, cariche minerali, pigmenti, stabilizzanti, plastificanti, ritardanti di fiamma o altri componenti della formulazione. La mancanza di informazioni affidabili su questa composizione può complicare un’indagine su un guasto, un confronto con la concorrenza, la qualificazione di un fornitore, il controllo delle materie prime in ingresso o un progetto di sostituzione.

Identificare la matrice polimerica

L’identificazione della matrice consiste nel determinare la o le famiglie di polimeri presenti nel campione: ad esempio poliolefine, poliammidi, poliesteri, polimeri stirenici, PVC, elastomeri o miscele. Questa prima fase è essenziale per orientare le analisi successive, confrontare i materiali e valutare l’idoneità di una materia prima rispetto al suo utilizzo.

Combinare i metodi di analisi

La caratterizzazione di un polimero non si basa su un unico metodo. Il laboratorio Filab può combinare approcci spettroscopici, termici, cromatografici, microscopici ed elementari per ottenere informazioni complementari sulla matrice, sulle frazioni organiche e sui residui minerali. Un’analisi dei polimeri mediante TGA può in particolare contribuire a valutare le perdite di massa e la frazione residua di un materiale.

Indagare una non conformità o un guasto

Una deformulazione è pertinente quando un materiale presenta una modifica dell’aspetto, un infragilimento, una variazione di colore, un odore insolito, un difetto di lavorazione o una differenza di prestazioni. Aiuta a confrontare una zona conforme e una zona alterata, un lotto contestato e un lotto di riferimento oppure due componenti provenienti da fornitori diversi.

Deformulazione dei polimeri: una strategia analitica adeguata

Nel laboratorio Filab, la deformulazione dei polimeri mira a caratterizzare i componenti di un materiale e a fornire un’interpretazione coerente della sua formulazione. L’approccio analitico viene definito in base alla natura del campione, al suo stato, alle informazioni disponibili e all’obiettivo industriale: identificare una matrice, rilevare additivi, confrontare due riferimenti o analizzare una non conformità. Scoprite anche i nostri servizi di analisi nel settore delle materie plastiche e dei polimeri.

Caratterizzare additivi, cariche e pigmenti

L’identificazione degli additivi può riguardare plastificanti, antiossidanti, stabilizzanti, agenti anti-UV, lubrificanti, ritardanti di fiamma, agenti di lavorazione o altri componenti organici. Anche le cariche e i pigmenti possono essere caratterizzati, in particolare attraverso lo studio della loro composizione elementare e della loro morfologia. Per l’osservazione locale delle eterogeneità, il laboratorio Filab può utilizzare l’analisi dei polimeri mediante MEB.

Adattare le prove alla vostra problematica

Il piano di analisi viene definito a partire dalle vostre esigenze: natura e quantità del campione disponibile, confronto con un riferimento, difetto osservato, requisito normativo o necessità di identificare un composto specifico. Questo approccio graduale consente di selezionare prove pertinenti senza presumere la composizione iniziale del materiale.

Confrontare, qualificare e mettere in sicurezza i vostri materiali

L’approccio può inoltre supportare la scelta di una materia prima, la qualificazione di un fornitore, il controllo di una formulazione ricevuta, l’analisi di un materiale riciclato o la verifica degli elementi necessari per un percorso normativo. Per le sostanze interessate dalla normativa europea, consultate il nostro supporto REACH per i polimeri.

Definire un piano di analisi con il laboratorio Filab

Per preparare lo studio, inviate al laboratorio Filab campioni rappresentativi, possibilmente accompagnati da un riferimento di confronto, se disponibile. Specificate la forma del materiale, la sua applicazione, il difetto o la questione da analizzare, le condizioni d’uso e le informazioni note sulla sua provenienza. Il laboratorio Filab definirà quindi una strategia analitica e le quantità necessarie.

Domande frequenti

Come identificare la matrice polimerica e gli additivi di un componente in plastica sconosciuto?

L’identificazione si basa su una combinazione di tecniche complementari. Queste consentono di determinare la famiglia di polimeri, caratterizzare cariche e pigmenti e ricercare gli additivi estraibili o i composti derivanti da una degradazione. I risultati vengono interpretati in relazione all’obiettivo industriale e ai limiti legati alla complessità della formulazione.

Quali componenti possono essere ricercati durante una deformulazione dei polimeri?

La deformulazione può ricercare la matrice polimerica, i copolimeri o le miscele di polimeri, le cariche minerali, le fibre, i pigmenti e alcuni additivi organici. L’elenco dei componenti identificabili dipende dalla tecnica utilizzata, dalla concentrazione dei composti, dalla matrice e dallo stato del campione.

Quali tecniche vengono utilizzate per identificare una formulazione polimerica?

A seconda delle esigenze, le tecniche possono includere la spettroscopia infrarossa per un primo orientamento sulla matrice, l’analisi termica per studiare il comportamento del materiale, la cromatografia accoppiata alla spettrometria di massa per ricercare composti organici, nonché la microscopia elettronica e l’analisi elementare per cariche, pigmenti ed eterogeneità. La combinazione dei risultati consente un’interpretazione più solida.

In quali casi richiedere una deformulazione di una plastica o di un polimero?

La deformulazione è utile per comprendere una differenza tra due materiali, identificarne la possibile origine di una non conformità, confrontare un prodotto di riferimento con quello di un concorrente, documentare una materia prima in ingresso o accompagnare un’evoluzione della formulazione. Fornisce dati analitici a supporto delle decisioni tecniche, di acquisto, qualità e R&D.

Come inviare un campione al laboratorio Filab per una deformulazione dei polimeri?

Contattare il laboratorio Filab consente di precisare il vostro obiettivo, verificare l’adeguatezza dei campioni e definire un programma di prove. Predisporre campioni rappresentativi e, quando possibile, un riferimento conforme facilita l’interpretazione comparativa. Richiedete un confronto tecnico, trasmettete gli elementi disponibili e definite il livello di caratterizzazione atteso.
I vantaggi di Filab
Un team altamente qualificato
Un team altamente qualificato
Una reattività nella risposta e nella gestione delle richieste
Una reattività nella risposta e nella gestione delle richieste
Un laboratorio accreditato COFRAC ISO 17025
Un laboratorio accreditato COFRAC ISO 17025
(Ambiti disponibili su www.cofrac.com - N° accreditamento: 1-1793)
Un parco analitico completo di 5 200 m²
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Un supporto su misura
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Possibile visio-debrief con l
Possibile visio-debrief con l'esperto
Thomas GAUTIER Esperto di materiali
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