Caso di studio

Distinguere il materiale polimerico Poliammide PA 6 dal PA 6.6

Il nostro cliente si è rivolto a FILAB nell’ambito di uno scostamento di produzione. Una delle sue macchine è stata alimentata per errore con la materia prima sbagliata.
Home • Notizie • Distinguere il materiale polimerico Poliammide PA 6 dal PA 6.6

Come FILAB ha aiutato un cliente a distinguere il materiale polimerico Poliammide PA 6 dal PA 6.6?

I polimeri poliammidici, più ampiamente conosciuti come nylon, sono ampiamente utilizzati da numerosi settori industriali. I polimeri poliammidici PA 6 e PA 6.6 sono i più utilizzati. Pur presentando numerose somiglianze, differiscono per alcune caratteristiche (proprietà meccaniche, struttura chimica, assorbimento d’acqua o resistenza termica) che ne favoriscono l’impiego in un caso o nell’altro.

Questo caso di studio si concentra sul metodo e sui mezzi tecnici per determinare se si tratta di una poliammide PA6 oppure di una PA6.6.

Sommario

01
Contesto
02
Determinazione della natura chimica dei pezzi
03
Conclusione dello studio
01

Contesto

Il nostro cliente si è rivolto a FILAB nell’ambito di uno scostamento di produzione. Una delle sue macchine è stata alimentata per errore con la materia prima sbagliata. Ha desiderato effettuare un campionamento tra 130.000 pezzi lungo tutta la produzione per stabilire se fossero in PA 6.6 (conforme) oppure in PA 6 (non conforme).

Il cliente ha incaricato il laboratorio FILAB, specializzato nella caratterizzazione dei materiali e nelle analisi chimiche; in un primo tempo, per identificare i suoi polimeri e, in un secondo tempo, per riavviare la produzione.

02

Determinazione della natura chimica dei pezzi

Quali sono le tecniche di analisi che il laboratorio ha deciso di mettere in applicazione per distinguere i due polimeri poliammidici?

Analisi mediante DSC
La DSC è una tecnica di analisi termica; misura le differenze negli scambi di calore tra un campione da analizzare e un campione di riferimento (una referenza).

In questo caso, ha permesso di individuare le temperature caratteristiche dell’uno o dell’altro polimero. Le analisi hanno rivelato che il campione analizzato era effettivamente PA 6.6, conforme alla produzione abituale.

Analisi mediante Pirolisi GC-MS

Questa tecnica ha permesso di confermare la natura del polimero individuato. Infatti, la tecnica di analisi mediante pirolisi accoppiata alla spettrometria di massa (Py-GC-MS) è una tecnica di pirolisi seguita da una cromatografia in fase gassosa accoppiata alla spettrometria di massa (GC-MS) che consente di identificare i composti organici di un campione e di determinarne la composizione chimica decomponendolo nei suoi componenti volatili.

La natura del polimero ha così potuto essere confermata.

 

04

Conclusione dello studio

Le analisi approfondite di FILAB hanno permesso di determinare con precisione che i pezzi fabbricati e analizzati erano conformi ai requisiti del capitolato del nostro cliente. Queste informazioni sono state essenziali per riavviare correttamente la produzione.
Hai bisogno di aiuto? Contatta il nostro team

Gli altri studi che potrebbero interessarti

Ferro puddellato - ristrutturazione di un'abbazia

Determinare la composizione delle strutture metalliche dell’abbazia per ristrutturarla nel rispetto del suo splendore architettonico Scopri di più +

Cinetica ATG: simulazione dell’invecchiamento di pezzi in PVC

Uno dei nostri clienti desidera valutare il comportamento termico di pezzi stampati in 3D Scopri di più +

Ossidazione del cromo

Il cromo è un elemento chimico appartenente al gruppo dei metalli di transizione. È un metallo duro, lucente e resistente alla corrosione, utilizzato in molti settori grazie alle sue proprietà fisiche e chimiche. Il cromo presenta diversi stati di ossidazione. Scopri di più +

Servizi associati allo studio di caso

Misurazione dell’indice di viscosità sui polimeri

Deformulazione

Caratterizzazione dei materiali

Caratterizzazione dei polimeri

FILAB studia l’effetto barriera dei polimeri utilizzati per gli imballaggi alimentari

Competenza e caratterizzazione dei polimeri

Laboratorio di analisi e consulenza specializzato per le imprese

Contattaci

I nostri servizi sono riservati ai professionisti.

Domande frequenti

Come distinguere in laboratorio un poliammide PA 6 da un PA 6.6?

FILAB ha associato l’analisi termica DSC alla pirolisi GC-MS per distinguere i due poliammidi. La DSC fornisce informazioni sulle transizioni termiche caratteristiche, mentre la pirolisi GC-MS consente l’identificazione chimica della matrice. In questo studio, i risultati hanno confermato la presenza di PA 6.6 nei componenti analizzati.

Perché la DSC è utile per identificare una poliammide?

La DSC misura gli scambi di calore del campione durante un programma termico. Le transizioni osservate, tra cui la fusione, contribuiscono a distinguere le famiglie di poliammidi. Nel caso presentato, il profilo termico era coerente con il PA 6.6. La sua interpretazione deve tuttavia tenere conto della formulazione e della storia termica del materiale.

Quale contributo offre la pirolisi GC-MS in aggiunta alla DSC?

La pirolisi GC-MS caratterizza i prodotti derivanti dalla decomposizione termica del polimero. La loro separazione e identificazione consentono di riconoscere frammenti caratteristici della matrice. In questo studio, questo approccio ha confermato l’identificazione ottenuta mediante DSC e rafforzato la distinzione tra PA 6 e PA 6.6.

Come controllare una produzione dopo un errore nella materia prima?

Il controllo si basa su un piano di campionamento definito a partire dallo storico della produzione e dal rischio di miscelazione. In questo studio, il cliente desiderava esaminare campioni prelevati nell’ambito di una produzione di 130.000 pezzi. Le analisi hanno permesso di identificare il materiale dei pezzi ricevuti e di fornire dati utili per decidere come procedere con il lotto.

Campioni conformi sono sufficienti per dichiarare conformi tutti i pezzi del lotto?

La conformità dei campioni analizzati fornisce informazioni dirette su tali pezzi. L’estensione all’intero lotto dipende dalla rappresentatività del piano di campionamento e dai criteri di accettazione adottati. In questo studio, FILAB ha confermato la presenza di PA 6.6 nei pezzi esaminati, fornendo al cliente elementi utili per organizzare la ripresa della produzione.